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I DUE VOLTI DI X-FILES:
STAND ALONE & MITOLOGIA
di Elena Romanello


Durante un incontro svoltosi  presso la Bibliomediateca Mario Gromo di Torino, si sono affiancati i casi di X-Files e di quello che per molti (ma c'è anche chi non è d'accordo) è il suo erede morale, cioè Fringe, per sottolineare una tendenza dei telefilm di genere fantastico degli ultimi dieci o quindici anni, cioè quella di creare un tutt'uno di storia da un episodio all'altro, una continuità che rende difficile la fruizione da parte del fan occasionale, come poteva succedere con i telefilm dello stesso genere degli anni Settanta ed Ottanta.

Effettivamente X-Files è stato apripista di un qualcosa che poi è diventato una costante in tutte le serie televisive fantahorror da un certo punto in poi: e se in Buffy e in Angel questo fenomeno di continuità è diventato costante nelle ultime stagioni, in serie come Lost, Fringe, Flash forward, True Blood gli episodi autoconclusivi, tipici invece di telefilm di genere poliziesco, da Cold case  ai veri CSI passando per Criminal minds e Bones, sono praticamente spariti nel corso della narrazione.

Ma se vogliamo X-Files è stato un anello tra i telefilm alla Star Trek, dove c'era una cornice narrativa costante che si evolveva man mano ma sullo sfondo e i recenti casi sopra citati, visto che c'era comunque un'alternanza tra i cosiddetti case files, episodi autoconclusivi, e la mitologia, storia ricorrente che si è sviluppata nell'arco di diversi anni, creando poi l'universo narrativo di X-Files.

Forse la mitologia all'inizio non era nemmeno prevista: la prima stagione, data una cornice narrativa di un certo tipo, e cioè due agenti dell'FBI con una visione diversa sul paranormale che indagano su fatti inspiegabili, era tutta fatta di episodi autoconclusivi, la stessa vicenda di Tooms, che torna in due parti, non costituiva certo l'inizio di un ciclo mitologico (anche perché il diretto interessato trovava la sua fine subito).L'evento che diede l'avvio alla mitologia, e cioè il rapimento dell'agente Scully, fu deciso per giustificare l'allontanamento per maternità di Gillian Anderson: un evento non previsto all'inizio della produzione della serie, che diede un nuovo impulso alle trame, creando una sottovicenda che si è evoluta man mano nel corso delle stagioni, coinvolgendo personaggi vecchi e nuovi (buon ultimi alla fine anche Doggett e Reyes), introducendo figure ricorrenti, da Krycek alla Covarrubbias passando per il Consorzio e l'Uomo che fuma, dando vita a tanti filoni narrativi, non ultimo quello dei supersoldati e della nascita miracolosa del piccolo William, che si sono poi composti, in maniera non per tutti soddisfacente, nel finale della nona stagione The Truth. Mentre gli episodi a se stanti possono anche essere fruiti dai neofiti della serie, gli episodi della mitologia, vero e proprio sceneggiato all'interno del serial, necessitano della conoscenza degli episodi precedenti. I due film hanno rispecchiato in pieno le due tendenze narrative: Fight the future è un episodio mitologico lungo, interessante ma poco fruibile per chi non conosceva gli antefatti, I Want to Believe è un case file, ma decisamente stanco e poco incisivo.  Il terzo, possibile film sarà forzatamente mitologico, perché c'è un arco narrativo da chiudere.

Tra i fan ci sono state nel corso degli anni due scuole di pensiero: c'è chi ha preferito i case files singoli, eredi dei telefilm in stile Night stalker o Ai confini della realtà, c'è chi invece ha amato di più la mitologia, se non altro per come veniva sviluppato meglio il rapporto tra Mulder e Scully. C'è poi chi ha amato entrambe le anime di X-Files, tenendo conto che ci sono stati alti e bassi e tra gli episodi mitologici e tra gli episodi singoli.

Certo che l'eccesso di episodi consecutivi non fa molto bene alle serie televisive: Flash forward è caduto anche su questo punto e Fringe si sta arenando anche su alcune esagerazioni narrative, d'altro canto un qualcosa che ti attacchi allo schermo ogni settimana, per vedere come va a finire, con lo stesso meccanismo con cui i nostri avi aspettavano il cantastorie o il nuovo capitolo del romanzo d'appendice, ci va.

Forse X-Files rappresentava un'ottima sintesi tra episodi autoconclusivi con cui rimanere affezionati ai personaggi e mitologia per costruire un mondo, e forse finora non si è riuscito a fare altrettanto, bilanciando due tendenze che sembrano opposte ma che in realtà possono coesistere.

 


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